
UN GIORNO A SABAUDIA
Finite le riprese, si fermarono a un chiosco davanti alla spiaggia. Si sedettero a un tavolo. Tirava molto vento, e faceva freddo, ma l’operatore aveva fame. Il padrone del chiosco, un uomo alto e ossuto, servì il pranzo.

UN GIORNO A SABAUDIA
Finite le riprese, si fermarono a un chiosco davanti alla spiaggia. Si sedettero a un tavolo. Tirava molto vento, e faceva freddo, ma l’operatore aveva fame. Il padrone del chiosco, un uomo alto e ossuto, servì il pranzo.

UNA GRANDE FELICITÀ
Stava sognando. Nel sogno era di pubblico dominio che la gloria, le imprese di ogni tipo, le buone intenzioni come le cattive, tutto, tutto era ugualmente motivo di dolore. Ora, però, si preparava una grande felicità.

VENERE IN BATTAGLIA
Aveva il sole contro, e gli stridii degli uccelli erano un problema. Gli avrebbero potuto impedire di sentire arrivare la camionetta dei nazisti.

USCIREMO ANCHE DA QUESTA CATASTROFE
Siamo in Spagna, nel Settimo secolo dell’èra volgare. Isidoro siede a corte, mentre Sisebuto, il re poeta, recita un suo lutulento e torbido poema davanti a tutta l’aristocrazia visigota.

NOVE È IL NUMERO DI BEATRICE
Il Cadavre exquis è una tecnica di componimento artistico metafisicamente eccellente, ma sufficientemente incosciente da essere usata anche dai surrealisti, nella quale due o più persone realizzano un’unica immagine, eseguendo la propria parte senza conoscere quella eseguita dagli altri.

SE DICO TIGRE
La bellezza provoca all’amore, ma bisogna tenere conto di questo: non si può pensare di essere ricambiati in amore, se non si ama.