
SE DICO TIGRE
La bellezza provoca all’amore, ma bisogna tenere conto di questo: non si può pensare di essere ricambiati in amore, se non si ama.
Non si può mentire in amore. L’amore ha leggi severe, che reggono la perennità dell’essere nel suo continuo morire nel divenire, e ogni amante che ami sa dire, con arte filosofica, quelle parole che fingono nella realtà solo quanto è vero. Lo spiega bene Borges, il grande scrittore argentino. Se io dico leone, spiega, nessuno mi può credere. Io sento la tigre, non il leone. Se dico tigre, allora, va bene. Allora la tigre c’è: la penombra esalta la vasta biblioteca laboriosa e sembra; forte, innocente, insanguinata e nuova, la tigre vaga per la selva di questo mondo chiaro al mattino.
Nell’immagine, “Sorpresa! (o Tigre in una tempesta tropicale)”, dipinto ad olio su tela realizzato nel 1891 da Henri Rousseau detto "il Doganiere", conservato nella National Gallery di Londra (immagine nel pubblico dominio, foto tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.



