DOVE SIETE

 

Questo sito è il luogo ospitale dove, come prima e interinale forma di pubblicazione, potete trovare Il libro azzurro. I più di voi, probabilmente, vi sono arrivati attraverso la nostra pagina facebook (Il libro azzurro), ossia attraverso le diverse note che le danno forma e vita: “La natura ama nascondersi”, “È più sacro vedere che credere”, “La biblioteca potenziale”, “Sui libri inesistenti”, “Etimologiae”. Abbiamo, dunque, approfittato della struttura immaginale insita nel sistema telematico (una struttura che implica un linguaggio aurorale, primitivo, prelogico, che parla alla parte più caotica e informe, ancora sognante, dell’anima umana) per offrire una serie di misteri, di interrogazioni, di dubbi appunto sognanti e informi e caotici affinché sollecitassero i lettori a muovere, attraverso i passi falsi della curiosità, a diverse profondità. Abbiamo seguito, in questo, gli avveduti consigli letterari della tradizione neoplatonica, secondo i quali chi scrive o chi parla non deve mai dettare un sapere dato ma, al contrario, deve coinvolgere il lettore, o l’ascoltatore, nella formazione dell’opera, farlo coautore del discorso, parlando direttamente alla sua intelligenza per mezzo di misteri e enigmi, interrogazioni e problemi da risolvere. Queste note, del resto, altro non sono che la catena di pensieri, o anche la bibliografia ovvero la biblioteca immaginale, il catalogo innumere di immagini che costituiscono la base sulla quale poggiano la narrazione e le figurazioni de Il libro azzurro, sebbene si potrebbe anche dire che Il libro azzurro altro non sia che l’oggetto che dà forma coerente e armonica a questa catena di pensieri, a questa biblioteca immaginale, a questo catalogo innumere di immagini.  

 

 

COS’È IL LIBRO AZZURRO

 

Il libro azzurro è un libro inesistente collocato all’interno di una narrazione più vasta, quella del romanzo inedito Lo splendore, di Pier Paolo Di Mino. Il libro azzurro appartiene dunque alla vasta famiglia degli pseudobiblia. Nell’era contemporanea l’utilizzo dello pseudobiblion ha goduto di un vasto prestigio nell’ambito puramente letterario e, in particolare, nella più raffinata produzione di letteratura fantastica: sono autori di pseudobiblia Borges, Philip Dick, Tolkien, Lovecraft. Una concezione non solo letteraria, ma anche filosofica e addirittura politica dello pseudobiblion è tipica del Rinascimento, e l’esito più fermo e clamoroso di questa concezione è il Don Chisciotte, dove Cervantes usa questo espediente letterario in chiave ironica inventando una fonte mozarabica per il suo romanzo. Il libro azzurro si avvicina, nella sua ideazione, più a questo sentimento, per metà filosofico e per metà ironico, tipico del Rinascimento. La sua particolare caratteristica, inoltre, è di essere costituito tanto da parole quanto da immagini. In questo modo si imparenta anche con un’altra tradizione: quella del libro figurale. Si discosta, però, da buona parte della tradizione degli pseudobiblia, perché il libro è infine realizzato nel tempo, in maniera parallela alla realizzazione della storia nella quale è contenuto. Questo dà adito a un gioco performativo, in virtù del quale il libro segue una strada diversa dal suo contenitore, non solo prendendo vita in una pubblicazione a parte, ma realizzandosi, grazie alle immagini di cui è corredato, in mostre, performance artistiche e teatrali.

Il libro azzurro non solo è contenuto in un altro libro, ma è esso stesso un contenitore di diversi libri, che ne costituiscono i capitoli. Questi libri-capitoli sono autonomi e indipendenti l’uno dall’altro ma, oltre che da una sottile linea narrativa, come vedremo, sono uniti da un tema e da un sentimento filosofico perentoriamente perseguito in ogni pagina del libro. Il tema è l’amore ma inteso in un senso prettamente filosofico, ovvero inteso secondo le riflessioni della cosiddetta filosofia d’amore. Questo tipo di riflessione sull’amore, di ascendenza platonica, ha impegnato per secoli neoplatonici, filosofi e mistici ebrei, cristiani e arabi e, infine, tutta quella corrente di pensiero italiano che, principiando con Dante, e passando per l’umanesimo, è giunta fino al Rinascimento. Non è difficile congetturare che la filosofia d’amore, con la sua attenzione al pensiero logico e dialettico unito ai valori dell’immaginazione e dell’anima, della poesia e della bellezza, sia in grado ancora oggi di rivitalizzare l’intelligenza umana.

I libri-capitolo contenuti ne Il libro azzurro non sono solo uniti dal tema platonico dell’amore, ma anche da una narrazione, come si scopre nel corso della lettura, che li attraversa e che li incastra l’uno nell’altro, fino a configurare un gioco di scatole cinesi escheriano per il quale Il libro azzurro è un libro inesistente contenuto in altro libro ma, insieme, è anche un libro che si è scritto da solo o dal suo interno.

 

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