
DI TE NEANCHE L'OMBRA
Fuori dal bar sparavano. Non so come era nata la lite. Gli uomini esausti continuavano a bere caffè e gli uccelli rapaci a fare avanti e indietro.
Il solito psicologo, eravamo seduti al bancone, mi guastava il cuore con le sue chiacchiere. Era ubriaco marcio (ma può darsi fingesse: in fondo era Giove, o addirittura Mercurio). A un certo punto mi disse: devi scegliere fra avere ragione e conoscere la verità; non è cattiveria, ma nessuno può essere servo di due padroni. Il sonno era grande. Di te neanche l'ombra, e, lo sai, separati, non possiamo essere chiamati Uno; ma, pensai, anche se non c'è via di ritorno, il cammino è certo.
Nell'immagine, "Sonno", una figurazione di Veronica Leffe.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.



