
TI CERCAVO CASA PER CASA
E, dopo averti perso, ti ho cercato come un pazzo cercherebbe scintille di santità dentro questi gusci vuoti, e le parole che avevo in testa
(ti amo, ti amo come niente può essere amato al mondo) e i pensieri muti si confondevano con le strade, che portavano ad altre strade, e io le attraversavo, e attraversavo i giorni tagliandoli in due, e di notte mi bruciavano gli occhi, le luci che guizzano dei lampioni e il viluppo delle stelle mi davano la smania, e ti cercavo casa per casa, deserto dopo deserto, in ogni labirinto, e la smania mi sbiancava la bocca, la sete mi seccava il cuore, il desiderio era velenoso, e (sai che era l'unica cosa che potevo fare), così come da sempre insegnano i maestri dell'arte: sono sceso giù fino in fondo e (è stato un attimo) ho raggiunto l'altra parte.
Nell’immagine, una figurazione di Veronica Leffe per “La profezia di Sakina”, di Pier Paolo Di Mino.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.



