
LA PRESENZA DI DIO VA IN ESILIO
Sai la storia della Presenza di Dio che va in esilio? Mi fa sempre pensare a noi due. Forse lo feci per mettermi in mostra con te. Chissà perché.
Mi avevi detto: non mi piacciono gli intellettuali. Non sapevo nemmeno cosa fossero: i miei non avevano studiato, e a casa mia non c'erano libri, ma dormivo in uno sgabuzzino senza finestre, e questo mi rendeva nervoso, e così, quel giorno, quando quello, era il bandito più bello della borgata (questo va detto), se la prese con i più piccoli, io difesi i più piccoli, di cui non mi fregava niente, e quello, il bandito, per minacciarmi, ricordi?, mi mostrò la pistola, e io lo colpii in faccia, e ne venne fuori una rissa, e poi qualcuno, non so chi, mi spaccò il naso, tu cercasti di tamponarmi il sangue, che usciva a fiotti, e io ti dissi: ma vattene via. Te ne andasti, e io mi innamorai.
Nell’immagine un dettaglio di “E pensare che mi scegliesti”, figurazione di Veronica Leffe per il secondo Intermezzo del Libro azzurro.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.



