
TUTTO EBBE INIZIO
Sapevo che il cuore, nel momento in cui si vede lo splendore, si rompe; ma non è così: il cuore si è rotto prima, durante questo vano vagare:
ho visto città nascere e crollare, e altre nascere e crollare, e, attraversato il tempo, millennio dopo millennio, ora, sazio di giorni, mi trovo qui, nel vestibolo del sogno di questa ragazza: lo è da sempre, e sempre lo rimarrà. Siedo fra le nuvole pavone e le luminarie d'oro, e temo non avrò il coraggio di entrare e svegliarla, e invitarla a ballare, e dirle che la amo, che non ho fatto altro che amarla tutta la vita, che non so fare altro che amarla. Scrivo il mio nome sulla polvere e lascio si sollevi nell'aria. Solo dopo, a quanto ricordo, tutto ebbe inizio.
Nell’immagine, “Ora io mi faccio chiamare Nessuno”, figurazione di Veronica Leffe per “Storia Aurea”, racconto in versi di Pier Paolo Di Mino (grafite su carta da lucido).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.



