
UNA CASA COSTRUITA SU SETTE PILASTRI
Mi piacerebbe chiederti come stai, e mi dispiace se la persona che ho finito per essere è sempre così distante, ma tu lo sai: è inutile piangere sul latte versato.
Qui tutto bene. È la solita storia, sempre la stessa, quella che leggono alla radio, e mi fa pensare che nessuno dovrebbe vivere a lungo come ho fatto io. Ma, me lo spiegasti tu, dopo che la storia è stata letta seicentomila volte, le messi diventano abbondanti e ogni strada maestra. Pensavo: potremmo anche amarci a quel punto. Mi piacerebbe, se sei d'accordo, ballare con te. Ti parlerò del segno che porto sulla tempia destra, e ti chiederò se vuoi stare con me. Vedremo, dirai. Ma io farò un talismano che lega il tuo nome (sa delle rose nella valle e significa il potere) all'anagramma del mio, e poi, sai come sono fatto: il buio negli occhi, la stilla di assoluto nei nervi, il cielo bianco distrutto, e il bombito del sangue che assorda. Vedi, mi dirai, non è certo un sogno, lo splendore, ma una casa costruita su sette pilastri; e si attarda, dietro le mura, fin dove con paura il cuore arriva, l'infinito.
Nell’immagine il Tempio dai sette pilastri, dettaglio tratto da “Ho avuto paura di tornare a casa”, figurazione realizzata da Veronica Leffe per l’omonima poesia di Pier Paolo Di Mino.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.



