
COME È SOPRAVVISSUTO L'UOMO
Raccontare una storia, creare un’immagine, ordire nell’aria un movimento, dare corso alla crescita dei numeri: quando pratichiamo l’arte provochiamo all’amore.
Ma, prima ancora, è l’amore che ci provoca all’arte. E cosa succede? Succede, come racconta Saffo, che diventiamo verdi e bianchi; che, dice Platone, contraiamo una malattia che ci rende astuti e predatori: diventiamo, dice Platone, filosofi. In un solo istante il pensiero e la vita si legano nel gesto dell’amore: il Maestro trova eterno rifugio in Margherita; Dante trova la verità in Beatrice; Merlino si perde nella sua donna; i corpi si toccano nel simposio per la vittoria di Agatone: è così da sempre, fin da quando il primo filosofo entrò in una grotta con le armi da caccia, prese il bitume e cominciò a dipingere la storia del mondo: coppie di animali che danzano e fanno l’amore nell’aria, si agitano alla luce traballante delle torce, unendo nella loro passione la vita al pensiero.








Nelle immagini, gli affreschi della Grotta di Chauvet (sud della Francia), realizzati da tribù Cro-Magnon e risalenti al Paleolitico superiore (40.000-30.000 anni fa). Il luogo probabilmente era un importante centro di culto dell’epoca.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.


