
LO SPIRITO
Censurare, cancellare le immagini è una esigenza propria delle sfere più alte (e con ciò: più infere) dello spirito. Lo spirito è luminoso e, quindi, accecante.
Lo spirito è accecante, ed è anche cieco. Le immagini, l’intero complesso dell’immaginazione, di cui pure fa parte, sono per lo spirito uno sbaglio, un’illusione peccaminosa, un motivo di deviazione. Deviazione da se stesso. Le immagini interferiscono con la luce che lo spirito emana, e che costituisce, per lo spirito, l’unica verità. Solo questo vede lo spirito: luce, la propria luce, quella luce che annienta la realtà. È questa luce che agisce nelle nostre fedi, nelle nostre convinzioni, nelle nostre opinioni, nel cuore delle guerre combattute per affermare la propria verità su come vada rotto un uovo, nelle nostre religioni e ideologie. Ma lo spirito è pur sempre solo una parte del complesso immaginale; è pur sempre soltanto un’immaginazione, e con l’immaginazione può essere curato, educandolo alla coscienza che quella luce che vede, e promana da lui, è un’immagine come tante: immagini, e belle e giocose, sono tutte le sue fantasie concettuali, i suoi pensieri astratti e i suoi simboli, che brillano, con desiderio rapinoso e fiammeggiante, nell’oro immacolato e nel bianco eterno delle sacre icone bizantine; che vivono, con esaltazione e trasposizione tragica dei sensi, nel suono interiore dei colori di Kandinskij; che, con una coscienza trasformata in pura sensibilità, si agitano nelle figure assolute di Malevic.
L’immagine è “Quadrato bianco su fondo bianco”, di Kasimir Malevich, olio su tela realizzato nel 1918 e conservato presso il Museum of Modern Art di New York (Foto © 2022 The Museum of Modern Art).
Testo di Pier Paolo Di Mino
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.



