LUCI E OMBRE
Vivere significa fare coincidere tendenzialmente l’espressione con la rappresentazione. L’espressione è l’immaginazione. La rappresentazione è la realtà. Mani-
polare l’immaginazione ha lo scopo di scollegare l’immaginazione dalla realtà, che però rimane pur sempre la realtà e, prima o poi, si impone sull’immaginazione: con catastrofica violenza. Proprio per questo motivo molti, nel corso della storia, non hanno reputato prudente manipolare l’immaginazione e hanno preferito impedirla, eliminarla, censurarla. La censura ha una natura preminentemente spirituale, e sorge dal fastidio orfico o gnostico davanti all’essenza mutevole e ingannevole della realtà, davanti a questa bellezza che strazia, oscena e sensuale, che fa male e non dà pace, e che attraversiamo, vivendo, nel rimescolarsi pauroso e gioioso delle luci e delle ombre: inganno sono le ombre, per costoro, e la luce solo un vano artificio proiettato da un dio sbagliato nella caverna della mente. E ogni ombra va allora abolita, e così la luce, e così la mente.
Nell’immagine, un'incisione del pittore olandese Samuel von Hoogstraten, realizzata per il testo Inleyding tot de Hooge Schoole der Schilderkonst nel 1687, oggi conservata a Washington, presso la National Gallery of Art (immagine nel pubblico dominio, licenza CC0 1.0). La scena mostra apprendisti pittori in uno studio che eseguono esperimenti con luci e ombre.
Testo di Pier Paolo Di Mino
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.



