
L'ASTRAZIONE DEL DIVINO
“Quanti porti, e isole deserte, e terre di morti ha visto mio padre! Ma anche quante donne ha amato, e in quante lo hanno ricambiato, bello e forte come era.
Per questo mia madre, capisci, parla di lui con dispetto. Ma lui voleva tornare”.
Anche il Baro rom, come Odisseo con Calipso, rimane in trappola dentro l’astrazione del divino; come Odisseo riesce a liberarsi, e ad attraversare il mondo. La stasi dell’essere ha seduzioni tali che è difficile non rappresentarla come un grazioso colloquio d’amore: ma liberarsene è il sommo bene.
Nell'immagine, uno dei bozzetti preparatori delle figurazioni che Veronica Leffe sta realizzando per I semi di Gianagagava, secondo capitolo del Libro azzurro.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

