
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #45 - LA SALVEZZA NON SALVA CHI NE È COINVOLTO
Che dire? gli arcani sono semplici: mangiare, bere, fare l’amore, e infine morire; ma gli uomini sono complicati.
Ed è dunque nostro mestiere rendere visibile l’invisibile, perché solo vedere è sacro. Eppure, questo oggetto, la salvezza, non è un oggetto, ma una catena, o, meglio, una rete di oggetti che in sé non ci sono se non in virtù della rete; non salva sé stesso e non salva chi ne è coinvolto. Inoltre può essere naturalmente cattivo come Gustav, che a Gèrard, un giorno, parla “di Amburgo. Dell’uomo che lo aveva adescato e di come lui lo aveva ucciso. Di Clawdia. Del cliente che aveva ammazzato la prima notte che era al bordello. Gli parlò del bordello, di com’era, nel bene e nel male. Di come aveva fatto i soldi con l’oppio. Di Beelitz. Di Madame Lafayette. Di Madame Lafayette gli disse che gli piaceva molto, e che aveva ucciso anche lei, e che gli era dispiaciuto ucciderla e che fu forse per questo che se l’era scopata da morta. Poi gli disse che, però, i sogni insensati erano tornati, e che, così, aveva seguito il consiglio di Beelitz di andare alla guerra. Quindi gli raccontò del commilitone che aveva ucciso, e della medaglia che gli avevano dato anche se non aveva merito, e di Rouen, e della ragazza francese che gli aveva leccato le palle e della paura che gli aveva messo. Infine gli disse che avrebbe tanto voluto essere stato alla Comune”.
Nell'immagine, un dettaglio di "Gustav Idel", una delle icone che Veronica Leffe ha realizzato per la "Genealogia di Hans".
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

