
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #37 - SETTE VOLTE FUMO
La mamma di Clea “si chiamava Albertine, e pure lei al paese la chiamavano signora, perfino dopo che tutto era andato a male.
Lei non era bella come il papà. Era piccola e magra, con il viso che pareva una mandorla, bianco e chiuso, e con gli occhi grandi, ma assorbiti in qualcosa di brutto. Però negli occhi aveva sopportazione e pazienza, che sono belle virtù”. Albertine aveva il cuore duro: duro affinché nulla nascesse da lei, proprio come nella storia della Bibbia, lì dove è scritto che Dio fece indurire il cuore a Faraone. Albertine aveva il cuore duro affinché tutto fosse fumo, solo fumo: sette volte fumo.
Nell’immagine, Testa di Erinni addormentata, datata II secolo, proveniente dalla collezione Ludovisi, oggi conservata presso il Museo di Palazzo Altemps (foto di MM, licenza CC BY-SA 4.0, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

