
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #36 - SOLO FUMO
Il padre di Clea si chiamava Franz Schurman e al paese tutti lo chiamavano signore, il signor Schurman.
Quando Clea cercava di ricordarselo come era in vita, le veniva in mente soprattutto questo fatto, perché lo era davvero, un signore. Era un uomo imponente, sempre vestito elegante, elegante in maniera puntigliosa. Le sembrava di ricordarsi che la domenica metteva sempre un completo bianco a righine, con le ghette bianche, e andava a messa con il bastone da passeggio di legno chiaro. Era elegante come un principe, ma era anche alto e forte e buono e onesto come un contadino. Aveva gli occhi grandi e chiari, gli occhi di un uomo buono e onesto. E lo era. Lavorava dalla mattina alla sera”. Ma a cosa valeva tutto quel denaro, e quell’agio, e quella reputazione sociale, se non poteva avere un erede? Fumo, solo fumo, tutto fumo: sette volte fumo.
Nell’immagine, Ercole al bivio (dipinto) di Mecherino Domenico detto Beccafumi (prima metà sec. XVI) oggi conservato presso il Museo Bardini di Firenze (immagine nel pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

