
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #31 - UN DIO INAFFIDABILE E AMBIGUO
Se è vero che il libro azzurro è il mondo, diventa quasi manifesta l’identità del Libraio.
Ragioniamo: Dietro le parole ci sono i pensieri, dietro i pensieri le cose che tocchiamo nell’immaginazione. Queste cose che tocchiamo nell’immaginazione, secondo alcuni, sono lettere. Secondo costoro la creazione è un libro le cui creature sono le lettere. Un dio è autore di questo libro. Gli indiani lo chiamano Brahma. Gli egizi lo chiamavano Toth, il dio a cui attribuivano l’invenzione della scrittura. Qui da noi qualcuno lo chiama ancora, a volte, Hermes, un dio inaffidabile e ambiguo, il che ci induce a vedere il mondo certamente in una luce ambigua, come qualcosa di inaffidabile. Del resto, il mondo è ambiguo e inaffidabile.
Nell'immagine, "Imagine dì Mercurio, Dìo della eloquenza", incisione realizzata da Cesare Malfatti per la nuova edizione (Venezia, 1625) della raccolta "Le immagini de gli dei de gli antichi del signor Vincenzo Cartari, reggiano: nelle quali sono descritte la religione de gli antichi, li idoli, riti& cerimonie loro... et con l'espositione in epilogo di ciascheduna & suo significato" scritta da Vincenzo Cartari nel 1571 ca. (immagine da Internet Archive, No restrictions, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

