
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #28 - IL CUSTODE DEL LIBRO AZZURRO
Questo l’incontro di Joseph Idel con il libraio: “Gli venne incontro un uomo molto elegante, con i capelli bianchi ma che sembrava giovane, o sembrava non avere nessuna età precisa, che gli chiese se poteva aiutarlo”.
Ed è così che, una generazione prima, Gustav Idel, il padre di Joseph, viene a sapere per la prima volta del libraio: “Ha già conosciuto il libraio? Forse, no. Se è così, siamo ancora in tempo per salvarla, caro ragazzo”. Un’obliquità che può spaventare attraversa l’ambigua serenità dello sguardo del libraio che, ragionando in termini prototipici, appartiene a quella specie di uomini la cui origine divina ha meno a che fare con dèi paterni che con dèi abissali: sembra un uomo che dà e che toglie, ed è forse questo a fare di lui il custode del libro azzurro.
Nell’immagine, “Ermete Trismegisto”, una delle tarsie del bellissimo pavimento a commesso marmoreo del Duomo di Siena, realizzata da Giovanni di Stefano nel 1488 (foto nel pubblico dominio tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

