
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #22 - CONOSCERE IL MONDO
La finestra da cui Hans guarda con caparbio stupore il mondo può dunque essere inteso come un oggetto di salvezza, dal momento che salvare il mondo non implica azioni etiche o religiose o ideologiche (azioni dalle quale piuttosto il mondo dovrebbe essere salvato):
per salvare il mondo, infatti, serve solo contemplarlo e conoscerlo. Di sicuro Clea Idel predilige il momento della contemplazione, perché in Hans scopre solo quel tipo di attivazione dell’intelletto che chiamiamo mistico. Joseph Idel, con un’operazione mentale identica (parimenti perniciosa) a quella di Clea, isola in Hans la sola attivazione della ragione: per lui Hans, quando guarda dalla finestra il mondo, è intento all’elaborazione razionale del mondo, ovvero alla costruzione del suo racconto. Chiaro, però, che non esiste un momento intellettivo che non ne contempli uno razionale, uno razionale che non ne contempli uno intellettivo.
Nell’immagine, “Rosa Celeste: Dante e Beatrice guardano il cielo più alto, l'Empireo”, illustrazione di Gustav Doré per “La Divina Commedia” di Dante Alighieri, canto XXXI, realizzata intorno al 1861 (immagine nel pubblico dominio tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.

