
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #16 - L'ATLANTE
L’atlante, dunque, sarà il primo libro di Hans. Joseph Idel glielo regala quasi di nascosto, per non suscitare invidie e gelosie a casa, nei figli e nella moglie.
È felice di fare al piccolo Hans questo regalo, ma, all’improvviso sentì che c’era qualcosa che non andava: “C’era qualcosa che non tornava e non era tanto per la quale. Ma cosa?, si chiese Idel. Guardò Hans. Fissava una pagina dell’atlante, e scuoteva leggermente la testa. Aveva gli occhi spalancati. Con un dito cercava sul foglio. Una vampa di luce gialla, che non veniva da nessuna parte, gli investiva la faccia. In quello che stava vedendo ora, pensò Idel, c’era qualcosa che non tornava e che non era tanto per la quale. Sembrava tutto finto, o troppo vero. Hans, Hans che guardava nel libro era qualcosa di molto importante, che stava succedendo in quel momento ma non stava succedendo in nessun momento in particolare. Idel rabbrividì. Guardò l’atlante, e pensò al libraio che glielo aveva venduto. Si rivide mentre il libraio gli mostrava il libro. Poi mentre gli diceva quelle cose sui libri. Poi rivide sé stesso mentre entrava nella libreria, e poi rivide sé stesso nel minuto appena precedente, quando era chino davanti alla vetrina. Rivide, ma era come se li avesse davanti, i libri sugli ebrei e sugli arabi e sul re degli zingari. Perché, si chiese, questi pensieri mi sembrano così sbagliati? Non c’è nulla di sbagliato in questi pensieri, si disse. Si sentì pazzo. Rabbrividì ancora. La cosa migliore, si disse, sarebbe andarsene subito a letto. Non riusciva a togliere lo sguardo da Hans. Davanti aveva qualcosa che gli sfuggiva, e che gli faceva male al cuore”.
Nell’immagine, “Hans sfoglia l’atlante” bozzetto di Veronica Leffe per il ciclo di figurazioni dedicato alla “Genealogia” tratta dal romanzo «Lo splendore. L’infanzia di Hans» di Pier Paolo Di Mino (Laurana Editore).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

