
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - LO SPLENDORE #14 - L'ANIMA È UN LIBRO SCRITTO
Joseph Idel entra nella libreria, e viene accolto da un uomo distinto, dall’età indecifrabile, che, da qui in poi, verrà nominato sempre e solo come: il libraio.
Qualcosa, forse sono i suoi modi, suggerisce che il libraio non solo sappia cosa sia la salvezza, ma che, la salvezza, la possegga come oggetto. Di sicuro è il tipico uomo poco interessato ad avere ragione, incline, quindi, a praticare, con caparbia e ambiguità, con tenacia e astuzia, con determinazione e ironia, la verità. È un libraio e c’è dunque da domandarci se per lui la salvezza, come oggetto, non sia un libro. Infatti cos’altro è la verità se non il succo delle cose vive? E cos’è questo succo se non l’anima? E l’anima non è forse un libro scritto?
Nell’immagine, "Il bagatto", arcano maggiore disegnato intorno al 1830 dalla famiglia torinese Vergnano, che avviò la produzione di un nuovo modello, poi definito "Tarocco piemontese", simile al modello cosiddetto "di Marsiglia", ma che si distingue dalla produzione francese per lo stile e per il contenuto di alcune carte: ad esempio il Bagatto ha sul tavolo gli strumenti del ciabattino (immagine nel pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

