
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL RE DEGLI ZINGARI #3 - PENSIERO ABISSALE
Un saldo regno può essere costruito solo fondandolo su quel punto vuoto e incerto che si spalanca con la nostra meraviglia, nel momento senza parole in cui conosciamo il mondo e ne impariamo le parole.
Ripemi, che ha scritto “Il re degli zingari” per Hans con la mente rivolta a un solo fine pedagogico (insegnargli a essere un vero re) chiama quel momento “pensiero abissale”; e, dal momento che non si può essere un vero re credendo, ma solo vedendo, con il suo romanzo ha cercato di rendere visibile il pensiero abissale, un pensiero principiante nel vuoto, che nel vuoto si contrae per dare spazio al mondo. Proprio come dice Simone Weil: «dal punto di vista di Dio la creazione non è un atto di auto-espansione, ma di diminuzione e di rinuncia. Dio con tutte le creature è meno di Dio da solo. Dio ha accettato questa diminuzione. Egli ha annullato in sé una parte del suo essere».
Nell’immagine, Simone Weil, figurazione realizzata da Veronica Leffe per "Ma l'amor mio non muore", primo capitolo de "Il Libro azzurro".
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

