
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #191 - LA DELICATA INADEGUATEZZA DELLA NOSTRA RAGIONE
“Le stelle comete e quelle che si fingono fisse; l’inganno di questa perfetta regolarità e l’illusione che sia per caso; la sostanza e la forma delle intelligenze
minerali, vegetali, animali; le combinazioni elettriche del pensiero umano; i baci che siamo sicuri di esserci dati; la bellezza delle tue scapole; una giornata spesa a non fare nulla; quando ci siamo ubriacati fra amici per allontanare la coscienza che, senza motivo, non ci saremmo rivisti mai più; mio padre che, ormai vecchio, mi ha abbracciato e ha pianto; la vana e commovente storia delle grandi civiltà passate; quando mi hai lasciato per un altro; la grammatica e i codici delle lingue morte; la mia passeggiata mattutina; la certezza che l’uomo sopravviverà a se stesso, e quella che un giorno morirò”, pensò Kant, “tutto questo ci mostra la delicata inadeguatezza della nostra ragione: ma ci riempie di splendore”.
Nell’immagine, ritratto di Immanuel Kant, illustrazione di Crovonrosso, (Foto rilasciata con licenza CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

