
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #184 - NULLA PUÒ VELARE LO SPLENDORE
“Spero non sia troppo tardi per rivederti, e parlarti, ma, sai, non ho mai smesso, mai, nemmeno un momento in tutto questo tempo di pensarti.
E mi chiedo se anche a te capita di ricordare quando eravamo giovani, le nostre passeggiate mano nella mano, e le gite al mare, aspettavamo il tramonto, e poi ci cacciavano dallo stabilimento, cercavamo una trattoria che costasse poco, e parlavamo tutta la notte, e sembrava di passare in mezzo a una tempesta, e tu mi prendevi e mi stringevi forte, mentre le mie carezze, invece, erano invisibili, ti lamentavi della mia gelosia e io ti chiedevo se mi eri infedele, cadevamo sempre in questo, ma è nelle cadute che si trova la presenza di ciò che è vivo e grande, questo me lo hai insegnato tu, e questa è solo una delle tante cose che mi hai insegnato, e che non capivo mai, ma, in fondo, non importa: ora, mentre parliamo, sento che nulla al mondo, nulla può velare lo splendore”, disse Dio alla sua Sposa, e poi aggiunse: “sono tornato”.
Nell'immagine, "Die Umarmung - Liebespaar II" (L'abbraccio - Amanti II), olio su tela di Egon Schiele, realizzato nel 1917, conservato a Vienna presso la Österreichische Galerie Belvedere (© foto: Johannes Stoll / Belvedere, Vienna, rilasciata su licenza CC BY-SA 4.0).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

