
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #175 - LA PAROLA DELLA DEA
“Andare negli stessi luoghi che frequenta lei nella speranza di non incontrarla, di non rivederla mai più, perché il nostro amore sarebbe comunque impossibile.
E poi è sbagliato, dio se è sbagliato!, e quindi passare la notte a dire cose qualsiasi a persone qualsiasi, dire cose francamente incredibili allo specchio di un bagno, baciare una, baciare uno, che rimarranno una e uno, perdersi per la città finché non viene l’alba, e masticare la luce del giorno nuovo, che ancora non sa di niente, e cercare di ricordarsi il momento esatto in cui l’eternità è finita ed è cominciata la vita, questo, solo questo è lo splendore”, disse la dea a maestro Achiba che si ostinava, pieno di ira e sdegno, a rimanersene isolato e chiuso nella propria infantile santità.
Nell’immagine un dettaglio dal ritratto di "Fëdor Michajlovič Dostoevskij”, realizzato da Veronica Leffe per l'omonimo racconto scritto da Pier Paolo Di Mino.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

