
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #173 - LE STORIE CHE RACCONTANO LO SPLENDORE
Un giorno un vagabondo fu accolto nel sinedrio, e i maestri gli diedero da mangiare e bere.
E il vagabondo, per sdebitarsi, raccontò la storia di una donna attraente, era appena una fanciulla, ma viveva reclusa in un castello recintato con sette mura inespugnabili, separata dall’uomo che amava, ma a forza di piangere e ridere, commosse e rallegrò a tal punto Dio, che Dio fece crollare le mura e l’uomo e la donna si amarono, e divennero re. I maestri, quando il vagabondo ebbe finito di raccontare la storia, si prostrarono a terra, e piansero, e dissero: “Fossimo venuti al mondo anche solo per ascoltare queste parole dalla tua bocca, sarebbe stato sufficiente”. Infatti, quella storia parlava di splendore.
Nell’immagine, “Cadmo parla davanti agli zingari del circo”, bozzetto preparatorio di una delle figurazioni che Veronica Leffe sta preparando per “La grande domatrice di leoni” uno dei tre racconti contenuti in “La foglia di Giangagava” di Pier Paolo Di Mino, secondo capitolo de “Il libro azzurro”.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

