
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #170 - FUORI DAL GARAGE
Una volta con gli amici ci vestimmo a lutto, sacrificammo un gallo, uno del gruppo lavorava in un garage.
E, insomma, ci nascondemmo in questo garage, era notte, accendemmo delle candele, bevemmo un intruglio greco a base di orzo e menta, e poi io morii, e, attorno al mio cadavere, gli altri piansero, risero, cantarono epinici, dissero sconcezze, giocarono a palla, parlarono, battendo i denti forte, del tempo nuovo che sarebbe venuto e a un certo punto applaudirono. Sorse l’alba, e, fuori del garage, trovammo un cavalluccio marino morto, steso sull’asfalto, e ci abbracciammo: e questo è lo splendore.
Nell’immagine “Alba” una figurazione di Veronica Leffe (procedimento analogico e digitale).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

