
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #157 - IL RITORNO DI PAN
E Pan, il grande Dio, morendo pensò al tempo che passa e travolge ogni sentimento senza cambiare nulla (è così forte e delicato il tempo), e poi si ricordò della
gioia con cui una volta scintillava il sole sui sassi; e del vento gonfio di pioggia che calma il desiderio; e del silenzio che fa tremare il cuore in pieno giorno; e di come ridono le cose quando sono giovani. E, poi, si ricordò del suo primo bacio, che fu intenso, come tutte le volte, e amaro e bellissimo, da fare male, e unico, come quello di tutti gli amanti. E, poi, gli occhi si ricordò di un cane che moriva, e lottava per non abbandonarsi, e poi l’estasi lo spense, e si ricordò che tutte le creature muoiono così, e quando lo fanno hanno quegli occhi. E, allora, morendo, il grande Dio Pan pensò che tutto questo era lo splendore, e decise che, un giorno, sarebbe tornato.
Nell’immagine “Faun, die Syrinx blasend” (Fauno che soffia la siringa), olio su tela di Arnold Böcklin realizzato nel 1875 circa, conservato a Monaco presso le Raccolte di pittura statali bavaresi - Neue Pinakothek Monaco (Foto rilasciata con licenza CC BY-Sa 4.0).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

