
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #141 - IL GIORNO DELLA BATTAGLIA
“Questa lunga attesa, le notti prolungate ad arte mordendosi e graffiandosi l’un l’altra, il sonno improvviso, come improvviso è il risveglio, questo sentimento
che fa tremare di infinitezza, la fatica per ricordare i sogni, e il piacere esangue e vizioso di interpretarli, lavarsi con cura, lentamente, cercando di impiegare più tempo possibile, scegliere il profumo giusto, metterci ore e ore per vestirsi, nulla, nulla può davvero, con rigore, manifestare la bellezza di cui ho bisogno, che bramo e mi brucia dentro, e mi fa impazzire, e poi di nuovo la notte, e di nuovo l’amore, e così per giorni, e giorni, e giorni, ma infine arriva quello della battaglia”, disse Marte con gli occhi di uno che sogna, “e io affondo la lama nella carne del nemico, ed è lui ad affondarla nella mia”. Venere sorrise, e disse: “sì, questo è lo splendore”.
Nell’immagine “Marte, Venere e Cupido” olio su tela di Tiziano Vecellio, realizzato intorno al 1550, conservatao a Vienna, presso il Kunsthistorisches Museum (Foto © KHM-Museumsverband, licenza CC BY-NC-SA 4.0).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

