
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #127 - LANTERNE MAGICHE
Per questo motivo le donne e gli uomini, in paradiso, hanno questa immensa passione per le prospettive oscure, per le camere oscure, per le oscure lanterne
magiche, per le ombre proiettate sui muri, per le ombre cinesi, per quelle platoniche, per i teatri ottici, gli zootropi, i taumatropi, i fenachistoscopi, gli stereoscopi, gli stereofantascopi, i prassinoscopi, i kaiserpanorami, i cineografi, i cinema, che hanno le sale grandi per amplificare la paura, e rendere più severo il buio, e poi sullo schermo si accendono le luci, tutti si stringono nelle poltrone, e le immagini corrono sullo schermo, i passi e le parole delle figure disposte dentro lo schermo formano grandi scene, si capisce che ci deve essere stato un grande crimine, il solito, e solitamente, a un certo punto, per i nostri tutto sembra perduto, è per questo motivo che in sala tutti si stringono l’uno all’altro, e si cercano con le mani e con le bocche, per amarsi, ma i nostri, allora, proprio allora, ci fanno capire dallo schermo che non è il caso di disperare, che hanno un asso nella manica, la coscienza di quale sia il disegno formato dai passi e dalle parole degli uomini e delle donne che attraversano il mondo, e che prima e poi vinceranno.
Nell’immagine Prassinoscopio esposto al Museo della Scienza di Valladolid (Foto di SANTIVALLADOLID licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

