
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #115 - L'ALBERO CHE REGGE IL MONDO
I pii maestri ebraici della tradizione concordavano con i sapienti greci che è inutile praticare la scomposizione della parola in elementi primali se non si è poi in
grado di fare corrispondere con esattezza le lettere ai numeri. Chi si impadronisce di questa abilità nel trovare corrispondenze è in grado di fare procedere le lettere che compongono una parola come se fossero numeri, ossia è in grado di fare procedere le lettere, e la parola che compongono, all’infinito. A quel punto la parola si riferisce finalmente a un oggetto infinito. Cos’è questo infinito? Cusano, per spiegarlo, usava l’immagine di una cipolla: per conoscere una cipolla, diceva, devi sfogliarla, ma, sfogliandola, al centro non trovi nulla. Quel nulla è il sapere. Il nulla non ha tempo, il sapere è infinito. Al risultato si è giunti con un’operazione razionale (sfogliare, ma potrebbe essere: dissezionare, discriminare, separare, dividere, e via dicendo) che, prima di tutto, ci libera da ogni razionalismo. Questo quanto all’infinito del nostro intelletto. Ma l’infinito materiale? Per ottenere l’infinito materiale bisogna seguire Telesio. L’operazione di Telesio non implica un uso della ragione volto alla liberazione dal razionalismo, ma un suo abbandono definitivo. Davvero non ci interessa che lo abbia detto Aristotele o la scienza in persona, afferma Telesio. La metafisica e l’apprendimento a memoria dei sette peccati capitali sono noiosi. Dire le cose giuste non sarà mai il mio mestiere. Dunque, per sapere ci faremo bastare gli osservabili quando spariscono nella rete infinita delle loro relazioni. E questo è l’infinito materiale. Da qui quel senso di importanza, che fa sorridere e commuove, che hanno le ragazze e i ragazzi, qui in paradiso, quando escono di scuola con i loro libri di fisica (ordinatamente costruiti attorno al disegno dell’albero che regge il mondo) sotto le braccia.
Nell’immagine un brano da “La visione”, storia per immagini di Veronica Leffe, inchiostro di china su carta.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

