
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #114 - TECNICHE GNOSEOLOGICHE
L’arte anagrammatica e la scienza etimologica trovano un solido campo di amplificazione nelle riflessioni e nelle tecniche gnoseologiche sperimentate dai pii maestri ebraici della tradizione.
La loro, infatti, è una gnoseologia negativa. Alla domanda circa i limiti del sapere umano la risposta della tradizione è stata: non ci sono limiti. Se la conoscenza è limitata, non lo è, però, il sapere. Ogni parola, in buona sostanza, può significare tutto ciò che può significare e anche ciò che non può significare, come viene esperito, qui in paradiso, per esempio quando si è giovani, in quelle notti di inverno, il freddo è secco, o d’estate, umido è il caldo, fra il venerdì e il sabato, quando i ragazzi e le ragazze più belle del mondo siedono sulle panchine del parco, si passano le sigarette, parlano del senso della bellezza, che si può trovare solo nell’accostamento, dicono, fra un ombrello e un ferro da stiro poggiati sul tavolo di un obitorio, sparano ai barattoli di latta, giurano eterna fedeltà all’amore e che non diventeranno mai brave persone, mai, e poi uno dice una parola, cane, e un altro la prosegue, gatto, e un terzo la astrae, animale, e un quarto la estende, anima, e un quinto la fa esplodere, e dice: è solo un granello di sabbia questo tempo eterno. In cielo compare per ultima la stella di Venere, e comincia il giorno.
Nell’immagine “Compare la stella” una figurazione di Veronica Leffe, acquarello e matite colorate su carta, (l’immagine originariamente è stata pubblicata su “Atlantis”, progetto in supporto di MOAS, a cura di Daniela Tieni e Sarina Stefanini).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

