
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #110 - LE MANIERE PIÙ BELLE
In paradiso per imparare le maniere più belle e grandiose ci si impratichisce continuamente nelle arti rituali e incantesimali.
Molto apprezzata, per esempio, è la pratica del galateo. Il galateo è un gioco minuzioso e capzioso, e chi vi partecipa lo fa in maniera acconcia (deliziose sono le regole alimentari e morali alle quali si sottomette costui; difficile per lui la scelta dei balsami e dei profumi), perché una certa eleganza è richiesta a chi deve fare corrispondere in maniera esatta lettere e attributi divini, numeri ed elementi, pianeti e segni zodiacali. Solo un buon uso del galateo, per esempio, mi permette di dire, parlando a tu per tu con ciò che vive, che, sebbene oggi questo sia senza ragione, e lo sarà anche domani; che, sebbene sia uno sbaglio, e lo sarà per sempre, ti amo, ti amo come un ragazzino, e, come un ragazzino, ti prometto che, malgrado pare il mondo debba finire schiacciato sotto il peso di tutte queste opinioni e giudizi commerciati per qualche dollaro in più, il nostro amore non finirà mai, ma mai, ma proprio mai: ti ho detto mai. Chi possiede, infatti, una vera padronanza nel galateo, in questo gioco di ampie corrispondenze reali, detiene un potere divino, giacché chi possiede la scienza delle lettere detiene le chiavi della creazione.
Nell'immagine "Concerto", dettaglio degli affreschi realizzati da Niccolò dell'Abbate tra il 1548 e il 1551 nella sala dei Concerti e delle Fatiche di Ercole, presso Palazzo Poggi a Bologna.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica di Veronica Leffe.

