
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #98 - IL TEMPIO DI SALOMONE
Un cuore che non trema viene chiamato da alcuni anche così: un cuore docile. Un cuore docile è quanto chiese Salomone a Dio.
Un giorno Salomone fece un magnifico sfarzoso tremendo olocausto, e Dio se ne compiacque e allora disse a Salome: chiedimi quello che vuoi, e io te lo darò. Io voglio un cuore docile, disse Salomone, e Dio, quando si sentì fare questa richiesta, pensò: tutti mi chiedono solitamente più denaro, più potere, più donne, più capelli, più giustizia, più vittorie in battaglia, più sabato sera unici e speciali, più medaglie, più onore e gloria, e, invece, questo mi chiede un cuore docile. Darglielo non mi costa nulla. E così Dio fu ingannato, perché un cuore docile è un cuore che impara facilmente tutto, e alla fine sa tutto, e sa, prima di ogni altra cosa, come aggirare le trame astratte di Dio e ingannarlo. Infatti, quando re Salomone ebbe un cuore docile, Dio non gli poté impedire di costruire un grande tempio pieno di immagini, un fastoso tripudio della ridondanza e del pleonasmo figurativo, in barba al gusto divino della perfetta pulizia e asciuttezza. Poi Salomone fece riempire Gerusalemme di alberi e templi votivi dove venivano celebrati i fasti dell’amore, e la città si riempì di donne, e, vanamente, con bellezza, i suoi sudditi passavano i giorni nel culto lascivo della bellezza e del sapere. Dio, con i suoi protocolli normali, il suo indefesso senso del dovere e dell’utile, il suo implacabile sentimento legalitario, finché regnò Salomone, fu dimenticato.
Nell’immagine il dettaglio di “Il Tempio di Salomone”, incisione colorata a mano, realizzata da Christian van Adrichom nel 1584 (immagine nel pubblico dominio , tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

