
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #91 - DENTRO IL GIARDINO
Quando gli uomini smetteranno di dormire in un proprio sogno separato, in questo sogno minore in cui ci trasciniamo ora, guarderanno la realtà, che è perfet-
ta, e la chiameranno paradiso per dire che è come un giardino, splendido e regolare: in questo giardino tutto sarà disposto secondo una retta armonia, e le file di alberi e arbusti saranno graziosamente disposte a quincunce, e gli uomini e le donne si incontreranno nell’incrocio enfatico di queste figure fondamentali, e come in un sogno che non ha nulla di minore, come in un sogno vero e esatto, ragioneranno con ardore d’amore, e fra i boschetti e le piantagioni lussuriose, fra i palazzi e i templi sfarzosi, si daranno, in ossequio alla severe leggi d’amore, fatte le debite oblazioni, si daranno con sfarzo alla lussuria, e con terrore, con ardimento guarderanno le stelle sciogliersi dal concento e avvicinarsi alla terra, e i mari e gli oceani alzarsi e, spingendo il piede a terra tre volte ogni creatura, tutti si daranno ai lavori sacri della notte, e infine verrà l’alba, e, pigramente, qualcuno cercherà allora di ricordare come era prima, quando gli uomini dormivano chiusi in un sogno privato, e c’era quel rumore lento che fiaccava, sempre, e quell’aria sottile e nera, che non faceva pensare, e nulla era mai vasto, e il mondo, costretto alla vanità di qualche bianco sillogismo, era fuori dal proprio asse.
Nell’immagine “Le Rêve” di Henri Rousseau, detto il Doganiere, olio su tela realizzato nel 1910, oggi conservato presso il Museum of Modern Art di New York (immagine di pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica di Veronica Leffe.

