
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #89 - NELLA TERRA DI SATURNO
Che il paradiso non sia stato abolito per tutti lo suggerisce anche la notizia che Saturno, ancora oggi, regge una terra in cui vige il tempo della realtà, nel suo splendore, e in cui non si conosce quello secolare del lavoro utile al lavoro; e delle pigre scelte già scelte da altri; e del dolore come professione di fede; e
dello sdegno che insuperbisce e quindi ottunde; e dei premi celesti e terrestri; del tuo dire sia sì, sì o no, no; della stanchezza dei gesti e dei minuti che cadono a terra e si confondono con la polvere; del cosa siamo noi a questo mondo solo erba di campo scossa dal vento; delle misure senza più le cose; di questo continuo passarsi accanto senza riconoscerci mentre si cammina in fretta cercando una casa come fosse una verità perduta, ma la verità è che la verità non può essere perduta. In paradiso non si conosce il tempo di questo malizioso vizioso perenne pentimento, perché nella terra di Saturno c’è, ancora oggi, grande abbondanza, e chi vi abita è sempre pago, nel desiderio incolmabile, dell’abbondanza del mondo, ed è tenace a sufficienza per sopportarne e goderne lo strazio. Nella terra dorata retta da Saturno vige lo splendore, a cui nessuno si estranea mai vivendo la vita come un vano sogno privato.
Nell’immagine, “L’età dell’oro”, olio su tavola di Lucas Cranach il Vecchio, realizzato nel 1530, oggi conservato presso il National Museum of Art, Architecture and Design di Oslo (immagine di pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

