
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #87 - DOPO AVERE PERSO LA REALTÀ
La tradizione biblica si distingue per una particolarità: il peccato originale non è degli dèi o delle stelle, ma unicamente dell’uomo.
Adamo ed Eva, in paradiso, a un certo punto, scoprirono di non essere paghi dell’abbondanza del mondo, e di non essere tenaci a sufficienza per sopportarne e goderne lo strazio, e preferirono chiudersi nell’umiliazione e nel dolore del tempo secolare, il tempo del lavoro, della produzione, dello sfruttamento, degli utili, dei commerci, delle carestie, delle guerre, delle pestilenze. Ma, forse, nel Genesi non è detto esattamente questo. Forse, nel Genesi, si racconta, in realtà, di come Dio, fatto l’uomo, e avendo visto come era meglio che fosse sé stesso solo in virtù del suo opposto; nel Genesi, insomma, forse si racconta che Dio, dopo avere fatto l’uomo dalla donna, e la donna dall’uomo, li abbia fatti vivere nell’errore perché capissero, e arrivassero così a essere ciò che sono, dopo avere perso la loro essenza: perché arrivassero a vivere nella realtà quale è, dopo avere perso la realtà.
Nella foto un dettaglio de “La cacciata dei progenitori dall’eden” affresco realizzato nel 1424 da Masaccio nella Cappella Brancacci di Santa Maria del Carmine a Firenze (immagine di pubblico dominio tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica di Veronica Leffe.

