
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #83 - LO SPOSO DEL MONDO
Il vero re è un uomo, quell’animale che appartiene a ogni specie e sesso e nome angelico, fatto di argilla rossa e tessuti molli e speranze grandiose, che vive
quando il suo respiro si sospende (il cuore rotto per la paura e la meraviglia) davanti alle cose come si aprono davanti a lui; quell’animale fatto di carne e pensiero, che sbaglia e tenta, tradisce e soccorre, ferisce e cura, inganna e inventa parole nuove impossibili per rendere visibile l’invisibile, e concepisce con fantasia esatta la forma migliore per desideri che levano la luce agli occhi, desideri che hanno nomi che profumano in modo da togliere la pace, e inventa tenerezze più dolci del vino e giochi feroci più amari della morte, sono mirra e valgono oro, e portentosi sono i suoi sentimenti e sensi quando tocca le cose, quando le cose lo toccano e sono come mani nello spiraglio che danno il fremito: il vero re è un uomo, lo sposo del mondo, e il mondo, come per esempio è raffigurato nelle carte dei tarocchi, è una donna bellissima, nuda, con un velo sulle spalle, in ogni mano una verga ermetica, locupleta di ogni segno di comando. Il suo numero è il ventuno: segno della perennità della creazione.
Nell’immagine “XXI Il Mondo”, disegno eseguito da Oswald Wirth per la serie di Tarocchi che realizzò nel 1889 in base alle indicazioni del suo maestro Stanislas de Guaita (l’illustrazione è tratta da Oswald Wirth, I Tarocchi, Edizioni Mediterranee, 2002).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

