
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #80 - IL MELCHISEDEC
Anche il Melchisedec, che è il re giusto, è un guerriero, ma, accanto alla spada, porta la bilancia, aggiungendo al compito di distribuire beni, ravvivare l’opacità
ilica, umidificare l’aridità pneumatica, anche quella di praticare la giustizia più ampia, quale difficilmente si trova nelle leggi e giammai nella norma consueta e mansueta: il re di giustizia infatti procurare ordine e armonia, ossia, tremenda, la bellezza. Tutto questo va predicato anche del Al-Malik, il sovrano perfetto. E lo vediamo nel Cristo, a cui i re magi portano l’oro regale, l’incenso sacerdotale e la mirra estatica, affinché suo compito sia quello di avere cura del mondo, dello spirito e dell’anima: compito per adempiere il quale basta trovarsi nella buona compagnia apostolica di un gruppo di uomini e donne non premiabili, inservibili al commercio dei sentimenti, irredimibili a qualsiasi norma consueta e mansueta.
Nella foto, Melchisedech e Abramo e Isacco, particolare del gruppo scultoreo dell’arcata centrale del portale nord della Cattedrale di Chartres, databile all’inizio del XIII secolo d. C. (Foto di Nick Thompson, licenza CC BY-NC-SA 2.0). Scrive San Paolo: Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse: mio figlio sei tu, oggi ti ho generato. Come in un altro passo dice: tu sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchisedec (lettera agli Ebrei, 5, 5-6).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

