
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #76 - UN ABBAGLIO LUMINOSO
La realtà mescola gioco e violenza, ed è in questo stato di necessità e amore (che sono la stessa cosa) che vive, con terrore e meraviglia, l’uomo quando vive la vita.
Solo un raggiro infelice, l’abuso di una mesta e mediocre autoallucinazione, un abbaglio foscamente luminoso può fare credere a un uomo che sia vita ciò che non lo è, inventando come giustificazioni alla propria miseria capitoli di fede, artificiose verità dimostrabili, visioni che assolvono dalla natura delle cose, dispositivi ideologici fondati sulla scherzosa e paradossale geometria euclidea, titoli sacrali lucidi di scadente vernice sentimentale. In Cina, per esempio, il sovrano era visto come il mediatore fra il cielo e la terra, e suo compito era regolare le stagioni, i giorni, le armonie celesti e terrestri. Si identificava con il sole: il senso stesso del mestiere da lui praticato si trovava in un luminoso abbaglio spirituale che permetteva a un ragioniere di sentirsi un dio.
Nell’immagine il ritratto dell’imperatore cinese Qianlong in abiti di corte, realizzato nel 1736, su seta, dal pittore italiano Giuseppe Castiglione, il quale, divenuto pittore di corte e ritrattista ufficiale dell’imperatore, prese il nome cinese di Lang Shining. L’opera oggi è conservata presso il Museo del Palazzo a Pechino (limmagine nel pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

