
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #63 - I SEGRETI DI SAMOTRACIA
È una mia congettura (e non ho prove per documentarla), ma penso che la scena che recita Odisseo sull’isola dei Feaci sussurri i segreti di Samotracia,
mostrandone velatamente i riti. A Samotracia si celebrava un dio, Cadmilo (altro nome di Ermete), che era due dèi, uno giovane e uno vecchio. Questo dio subiva una tremenda, impudica ed erotica, iniziazione da parte di una dea. Di mezzo c’era stato anche uno stupro misterico, il pudore violato, e la finale sottomissione del dio alla dea. Sappiamo che a Samotracia si praticava una confessione, dopo la quale il dio giovane diventava vecchio. Odisseo, forse, a Samotracia, smise di essere giovane, innocente, attivo e nubivago, certo della sua fede e inquinante, prometeico, per diventare un uomo adulto, un re, e potere ottenere, alla fine di un mondo che decadeva, e di uno nuovo che iniziava, l’amore di Penelope.
Nell’immagine, Skyfos a figure nere, ceramica proveniente dalla Beozia, databile tra il 450 e il 420 a. C., oggi conservata presso il British Museum di Londra. La pittura rappresenta Circe mentre offre a Odisseo la sua pozione drogata, ma l’eroe avrà la meglio sulla maga, protetto dall’erba Moli che gli ha dato Hermes. (foto originale © The Trustees of the British Museum, licenza CC BY-NC-SA 4.0).
Questa decorazione pittorica è tipica dei cosiddetti “vasi cabirici”, una produzione esclusiva della Beozia e di Tebe in particolare, che fu uno dei santuari principali tra quelli dedicati alle divinità cabiriche, insieme a Samotracia e Lemno. I soggetti rappresentati in questi vasi solitamente sono i principali miti divini ed eroici della tradizione greca che però vengono trasformati e resi caricaturali. Questo aspetto probabilmente riflette l’uso di maschere teatrali all’interno del santuario: nel themenos del tempio di Tebe, del resto, sono state rinvenute tracce di una cavea. Ricordiamo che i vasi erano usati in occasione delle feste in onore di Kabeiros.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica di Veronica Leffe.

