
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #58 - CENSURARE E NORMALIZZARE
Pan ed Estia non si incontrano mai. I loro mondi sono incompatibili e separati. Pan vive nell'espressione più eccessiva del piacere erotico, mentre Estia è una vergine pudica.
Pan è un dio solare ed estroverso, è fulmineo, e il suo tocco si sente nel genio improvviso e nell’azione che non lascia scampo. Estia è oscura e introversa, lenta è la sua azione sulla mente, e il suo amore lascia intatta e svuotata da ogni immagine la coscienza. Non si incontrano mai, ma noi abbiamo bisogno di entrambi, perché senza queste due pulsioni erotiche non c’è salda costruzione di uno Stato: censurare o normalizzare queste due pulsioni ci costringe a sostituire l’idea stessa di Stato con un assembramento di masse mosse meccanicamente da sentimenti surrettizi e cavi; da leggi ridotte a misura di parole d’ordine come unità, o nazione, madrepatria, norma e normalità, razza, specie, umanità, socialità, progresso e tranquillità, giusto apporto di calorie, competitività e moralità, innocenza e buona educazione, benessere e sabato sera, messa e sballo, profitto e bon ton: separato dall’assoluto, quando è scabroso, quando è indicibile, l’uomo può solo vagare per la terra, blandulo, pallido, perso.
L’immagine è “Sera sul viale Karl Johan”, olio su tela di Edvard Munch, realizzato nel 1892, conservato presso il KODE Kunstmuseer og komponisthjem di Bergen, Norvegia (immagine di dominio pubblico, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

