
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE - IL LIBRO AZZURRO #57 - LA DEA PIÙ SEGRETA E SCHIVA
Pan ci dice di fare politica. Ancora una volta, può sembrare strano che alle fondamenta della civiltà si trovi un dio tanto selvaggio; può sembrare strano anche,
del resto, che l’intimità dello Stato (non meno di quella della casa) sia affidata a Estia, la più segreta e schiva (asociale diremmo oggi) delle dee: può sembrare strano, infine, che il cuore segreto delle comunità umane sia spartito fra il dio più licenzioso e la dea più casta. Ma non lo è, perché se una comunità si deve fondare su ciò che è più comune fra gli uomini, la vita, nessuna espressione di questa è più radicale e fondante dei riti erotici, estroversi e solari, del dio che scoscende le rocce, e di quelli oscuri e taciti della dea che agita le ombre della casa.
Nell’immagine “Estia, Dione e Afrodite” gruppo di figure provenienti dai rilievi dell’angolo destro del frontone est del Partenone di Atene, opera attribuita a Fidia e aiuti, databile tra il 438 e il 432 a. C., oggi conservata presso il British Museum di Londra. (foto © Marie-Lan Nguyen / Wikimedia Commons / CC-BY 2.5).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

