È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE – IL LIBRO AZZURRO #42 - L'ARTE DI ODISSEO E DI PENELOPE
La storia di Zas e Chthoníē raccontata da Ferecide ricorda quella di Odisseo e Penelope.
Per ritardare la morte ed eternare la discontinuità del tempo, il tortuoso e poliedrico Odisseo inventava di continuo storie, mentre Penelope, dalla mente lungimirante, le disegnava tessendole su una tela. Ha forse, allora, ragione William Blake, quando dice che la poesia, che è l’arte di misurare e inventare il tempo, è un’arte maschile; e la pittura, che dà forma e ordine allo spazio, è un’arte femminile.
Nell’immagine, “Odysseus und Penelope”, olio su tela di Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, realizzato nel 1802, conservato presso una collezione privata (immagine di pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica di Veronica Leffe.

