
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE – IL LIBRO AZZURRO #41 - CHTHONÍĒ E ZAS
C’è chi ritiene che il mondo sia un libro muto, un libro figurale che svolge la sua trama intrecciando immagini fuggevoli nelle quali troviamo con stupore la realtà certa ed evanescente dello splendore.
Ferecide, per esempio, raccontava questa storia, nella quale chiamava il mondo con il nome di Chthoníē, la sotterranea e invisibile, e nella quale Zas (forma etimologica del nome Zeus) prendeva in sposa Chthoníē e, come era nel bel rito nuziale greco, le posava sul capo un velo da lui stesso ricamato, sul quale era intessuto con belle immagini la forma apparente del mondo, le valli profonde e i picchi innevati, i mari e gli oceani, i deserti e le foreste, e gli animali tutti, e gli spiriti che li accompagnano, e allora Chthoníē, per migliorare il lussurioso gioco erotico, si cambiava nome e si faceva chiamare: Terra. La terra che calpestiamo è, dunque, l’immagine meravigliosa che si svolge in un libro figurale.
Nell’immagine “Chthoníē”, una figurazione di Veronica Leffe, pittura acrilica su carta.
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

