
È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE – IL LIBRO AZZURRO #39 - IL LIBRO DEL MONDO È REFRATTARIO ALLA CHIAREZZA
Si può dire qualcosa sullo stile in cui è scritto il libro del mondo: sullo stile di Dio, insomma. Il libro del mondo è seducente e refrattario alla chiarezza.
Il mondo respinge le interpretazioni, eppure ci chiama a perpetrarle. Dio, scrivendo il mondo, mette l’uomo alla pari con sé, offrendogli con sontuoso eloquio carnale un enigma da risolvere, ed è molto diverso da quegli autori umani, troppo umani, che usano quella chiarità di stile, quella politezza sintattica e grammaticale, quella pianezza lessicale, quella dizione lucidata, quella cadenza gradevole e piacevole, quella castità logica che spiega tutto perfettamente: Dio non fa come il buon padre con il figlio di tre anni o come il padrone con lo schiavo, perché il mondo non è cosa per bambini e schiavi.
Eraclito afferma: “Il Signore di cui è l’oracolo in Delfi, non dice e non nasconde, ma significa”. E dice anche: “Non bisogna comportarsi come figli dei padri” (frammento n. 120 e frammento n. 95).
Nell’immagine, “Ad Apollo Delio”, elaborazione grafica di un’incisione di Adolfo de Carolis realizzata per le illustrazioni al testo a I poeti greci tradotti da Ettore Romagnoli - Omero minore, Nicola Zanichelli Editore, Bologna 1925, p.10 (L’immagine è nel pubblico dominio, tramite Wikipedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

