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È PIÙ SACRO VEDERE CHE CREDERE – IL LIBRO AZZURRO #38 - IL GUSTO DEL SEGRETO
Dicono che il libro del mondo abbia diversi piani o livelli di lettura.
Alcuni dicono che questi livelli siano tre: il primo ilico o letterale, il secondo psichico o metaforico, il terzo pneumatico o anagogico. Altri pensano che i livelli o piani siano cinque, e parlano dei cinque recessi del mondo. C’è anche chi complica ulteriormente la questione, ed è un bene, perché, come afferma Jacques Derrida ne Il gusto del segreto, non è un bene che il testo di un libro sia chiaramente e perfettamente intellegibile, perché tale trasparenza dei significati “distruggerebbe il testo, mostrerebbe che non ha avvenire, che non deborda il presente, che si consuma immediatamente”. La garanzia del successo del mondo, in termini di sopravvivenza della specie, pare dunque essere affidata alla capacità di accettare continuamente le sfide interpretative, gli enigmi e i calembour, che il divino getta, come fossero dadi, quando scrive il mondo.
“Io proverò (e ci riesco) ad essere il capo degli ingannatori” così recita l’inno omerico ad Hermes.
L’immagine, “Ad Ermete”, è l’elaborazione grafica di un’incisione di Adolfo de Carolis realizzata per le illustrazioni al testo a I poeti greci tradotti da Ettore Romagnoli - Omero minore, Nicola Zanichelli Editore, Bologna 1925, p. 54 (l’immagine è nel pubblico dominio, via Wikipedia Commons).
Testo di Pier Paolo Di Mino.
Ricerca iconografica a cura di Veronica Leffe.

